Blog Eye on the street

Linsheng Hua

October 15, 2013

I am proud and glad to tell you that it often happens that young designers, working with knitting and yarns, write me to know if it is possible to publish on this site information about what their work.

Today it is Linsheng Hua’s turn: she lives in Milan and has recently realized a small collection (that you can see above and below) for her graduation thesis.

Linsheng explains her work with these words: I image that the Knitting is built from the line to become the surface, such as architecture. So I decided to base my historical research on the “three-dimensionality”.

During this research I came across John Nash, a mathematician, who was rigorous and scientific, but he suffered from schizophrenia, who was manipulated to his hallucinations. He lived in his own world of pure imagination, beyond any logic.

After more research, I realized that thanks to John Nash who  made great achievements in the field of differential equation.

So I chose a model of differential equation to be used as a design element. Then I translated graphically the cloud of thoughts that came out of the hallucinatory Nash’s mind, with the image of indefinite SMOKE floating in the air which is dispersed.

 ____

Sono felice di poter dire che abbastanza spesso giovani designer, appassionati di knitting e filati, mi contattano per poter presentare su questo sito il loro lavoro.

Oggi è la volta di Linsheng Hua: vive a Milano e ha recentemente realizzato una piccola collezione (che potete vedere qui sopra e qui sotto) per il suo lavoro di tesi.

Linsheng spiega così il suo lavoro: Immagino che i capi realizzati a maglia si costruiscano da una singola ‘linea’ per poi diventare superficie, così come succede con l’architettura. Per questo motivo ho deciso di basare la mia ricerca storica sulla tridimensionalità.

Durante questo lavoro di ricerca mi sono imbattuta in John Nash, un matematico il cui rigore e la cui scientificità cozzavano in qualche modo con la patologia di cui soffriva, la schizofrenia. Questo lo portava a vivere in un suo mondo, fatto di immaginazione prima che di logica.

Dopo una ricerca più approfondita ho scoperto che si devono proprio a John Nash i grandi risultati ottenuti nel campo dell’equazione differenziale.

Così, ho scelto proprio il modello dell’equazione differenziale come elemento di design. A quel punto ho tradotto graficamente la ‘nuvola’ di pensieri che virtualmente sarebbe potuta uscire dalla mente di Nash in un’immagine indefinita di fumo, fluttuante nell’aria in cui si disperde.

 

 

 

You Might Also Like

2 Comments

  • Reply Giovanni Conti October 15, 2013 at 18:07

    Grazie per la possibilità che date ai nostri studenti di presentare il loro lavoro. Noi alla Scuola del Design del Politecnico di Milano siamo molto orgogliosi di loro!

  • Reply giovanni conti October 15, 2013 at 23:46

    Grazie per dare lustro ai progetti dei nostri studenti; noi alla Scuola del Design del Politecnico di Milano ne siamo orgogliosi!

  • Leave a Reply